Usa l’efficacia complessiva dei macchinari (OEE) senza farti fuorviare

L’Overall Equipment Effectiveness (OEE) o efficacia complessiva della risorsa produttiva
L’Overall Equipment Effectiveness (OEE) o efficacia complessiva della risorsa produttiva è il primo indicatore di performance da considerare quando si vuole misurare la capacità produttiva attuale di un’azienda.

È il modo ideale per valutare la tua produzione perché segue un flusso che anticipa gli indicatori di performance successivi.

L’OEE ti aiuta a scovare gli sprechi di risorse e a bilanciare con oculatezza capacità produttiva e domanda. Vediamo come calcolarlo.
In questo articolo parliamo di:

Definizione e specifica

L’OEE è il KPI che ti permette di misurare il grado di efficacia con cui la tua azienda produce nel breve termine. Ti dice anche se stai utilizzando le risorse produttive nel modo giusto e come bilanciare due grandezze variabili e in continuo movimento: domanda e capacità produttiva.

OEE (Overall Equipment Effectiveness) viene tradotto anche come efficienza globale della risorsa produttiva. Questa definizione, entrata ormai nell’uso comune, è impropria perché l’efficienza – semmai – è l’insieme delle azioni successive che si mettono in atto a seguito della misurazione di efficacia OEE.
Ma per non tediarti oltre con queste sfumature, teniamo buone entrambe le formule: efficacia ed efficienza della risorsa.


Come calcolare l’OEE

Il criterio su cui si basa l’efficacia complessiva dei macchinari tiene conto di 3 aspetti di performance:

1.    Il tempo in cui la macchina è disponibile a svolgere le operazioni previste;

2.    La velocità o il ritmo di lavorazione;

3.    La qualità del prodotto realizzato.

Per calcolare l’efficacia complessiva di questi tre parametri, e ottenere l’OEE, basta moltiplicarli tra di loro:

OEE = T • V • Q

solo che, a loro volta, ogni parametro viene calcolato attraverso un rapporto tra altre due grandezze!

Se li consideri singolarmente, infatti, questi parametri sono importanti ma poco significativi, perché non restituiscono l’efficacia complessiva delle macchine. Pertanto, abbiamo bisogno dell’effetto combinato di tutti e 3 i criteri. Per capire cosa intendo, ecco un esempio.


Il calcolo dell’OEE con un esempio

Poniamo che la tua azienda abbia un periodo di produzione di 5 gg. lavorativi a ciclo continuo. Il tuo ufficio della programmazione della produzione prevede di utilizzare i macchinari per 110 ore, il loro tempo operativo disponibile.

I cambi di produzione e i riattrezzaggi richiedono in media 8 ore.
I guasti durano in media 6 ore.
I fermi-macchina, in attesa dei materiali provenienti da altri impianti, sono pari a 4 ore.

Nel periodo considerato, il funzionamento dei macchinari è pari all’80% della loro velocità massima.
Il 2% invece sono i componenti processati ma difettosi.


Da questi dati otteniamo:

Tempo massimo disponibile = 5 x 24 = 120 ore.

Tempo operativo disponibile = 110 ore.

Perdita di disponibilità = 8 ore (attrezzaggi) + 6 ore (guasti) = 14 ore.

Da cui,

Tempo operativo totale = tempo operativo disponibile – perdita di disponibilità

110 – 14 = 96 ore.


Le perdite di velocità ammontano al 20% (0,2%) della velocità programmata, per cui:

Perdite totali di velocità = 4 ore (fermo macchina) + [(96 – 4) • 0,2]

4 + 92 • 0,2 = 22,4 ore.

Dunque

Tempo operativo netto = tempo operativo totale – perdite di velocità

= 96 – 22,4 = 73,6 ore.

Perdite di qualità = 73,6 (tempo operativo netto) x 0,02 (tasso di scarto) = 1,47 ore.

Quindi

Tempo operativo che aggiunge valore = tempo operativo netto – perdite di qualità

73,6 – 1,47 = 72,13 ore.


Il calcolo dei parametri è dunque il seguente:

Tasso disponibilità di tempo:

T = tempo operativo totale / tempo operativo disponibile
96 / 110 = 87,3%.

Tasso di Velocità:

V = tempo operativo netto / tempo operativo totale
73,6 / 96 = 76,7%.

Tasso di Qualità:

Q = tempo operativo che aggiunge valore / tempo operativo netto
72,13 / 73,6 = 98%.


Ricavati questi dati, otteniamo l’OEE in questo modo:
OEE (T • V • Q) = 87,3% • 76,7% • 98% = 65,6 %, relativo a 5 giorni di misurazione.


Ogni riduzione percentuale di OEE può essere espressa in unità di tempo (di solito in ore). Le perdite, quindi, intaccano il tempo ciclo programmato per realizzare un componente di qualità. Ne deriva che lo scarto di un componente equivale a una perdita di tempo.

In pratica, possiamo affermare che l’OEE rappresenta il tempo speso in attività che aggiungono valore, quale percentuale della capacità progettata in origine.


Posso usare l’OEE per i servizi?

Sì, ma è più difficile da applicare.

Se il Tempo è una grandezza lineare, volendo anche facile da misurare, la Velocità e la Qualità sono grandezze che sfuggono a una traduzione numerica.

La Qualità del servizio, per esempio, poggia su fattori valutativi più elusivi perché basati sull’esperienza vissuta dal punto di vista del cliente. Entra in gioco la relazione tra la domanda e l’offerta, un criterio assai difficile da giudicare.

Tuttavia, se accetti un certo grado di approssimazione, non vedo perché fermarsi di fronte a una ragione puramente teorica.


Pro e contro dell’OEE

Se, nel mestiere di imprenditore, intendi perseguire solamente il parametro dell’OEE tralasciando tutti gli altri… stai investendo su uno standard pericoloso!

È vero che è un indice dominante nel settore manifatturiero. Ed è vero anche che rappresenta un modello di lusso per misurare le prestazioni delle apparecchiature. Inoltre, sono innumerevoli le aziende che hanno costruito strategie di miglioramento intorno all’OEE.

Ma l’Overall Equipment Effectiveness non è l’unico parametro da considerare nelle tue valutazioni.


Le incognite e i rischi nell’utilizzare solo questo sono diversi:

  • potrebbe essere fuorviante considerare l’OEE separato da altri KPI;
  • l’OEE si concentra sull’utilizzo delle macchine, non sulla creazione di valore complessivo;
  • seppure elevato, non sempre si traduce in successo aziendale.
    Potrebbe mascherare le inefficienze latenti dei processi,
    potrebbe allontanarsi dai reali vincoli di produzione,
    fallirebbe nell’allinearsi con i veri obiettivi aziendali di riduzione dei costi,
    e aggregherebbe troppe metriche, oscurando potenzialmente le criticità.


Ti invito pertanto ad avvalerti anche di altri criteri, in aggiunta a quello dell’OEE.

A questo proposito, ti lascio i consigli che do alle aziende che mi contattano per una consulenza o per la formazione:

  • Implementa un sistema completo di tracciamento delle perdite;
  • Dedicati alle metriche incentrate sul cliente come la puntualità delle consegne;
  • Utilizza la mappatura del flusso di valore per vedere l’intero processo;
  • Analizza le cause alla radice oltre ai problemi delle apparecchiature;
  • Considera i fattori umani nella produttività, come la formazione del personale.


L’OEE è uno strumento fra tanti, non va inteso come l’unica misura di performance aziendale. È meglio allineare le metriche dell’OEE con altri obiettivi aziendali specifici.

Piuttosto che guardare solo a questa percentuale, datti da fare nel promuovere una cultura del miglioramento continuo, concentrati sulla creazione di valore e sull’eliminazione di ogni tipo di spreco. La produzione snella riguarda il miglioramento nella sua globalità e respinge le individualità.

Questi sono i miei suggerimenti.
Se li hai trovati utili, ne sono lieto.
Se vuoi approfondire e valutare l’OEE nella tua azienda insieme agli altri KPI più strategici per te, parliamone in un caffè virtuale.

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Sono Gianni Alderighi, il consulente che parla la tua lingua. La mia specialità è risolvere i problemi delle imprese di produzione industriale come la tua. Ti aiuto a ridurre gli sprechi, a migliorare le prestazioni e a guadagnare di più.

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