Come mettere subito in pratica il “Just in Time” (ed evitare di farsi venire l’ulcera)

Nella tua azienda, le materie prime arrivano il giorno del mai e le produzioni si allungano? Le code dei materiali alle postazioni di lavoro crescono? Non sai più qual è la prima cosa da fare?

Ti presento la soluzione. Sono sicuro che ne hai sentito parlare: è il Just in Time. Il rimedio infallibile che riduce i tempi di approvvigionamento, di produzione e spedizione.


Non è magia, ma un metodo collaudato, che funziona e che molto probabilmente alcuni dei tuoi concorrenti usano già. Che ne dici di metterti in pari?
In questo articolo parliamo di:

Cos’è il Just in Time (JIT) 

Just In Time è il termine usato dagli americani – e anche da noi – per indicare un metodo nato in Giappone nel secolo scorso. A metà degli anni ‘80, Toyota Motors Company pensò a un sistema di produzione che le permettesse di gestire la domanda di auto di modelli diversi nel minor tempo possibile. Da questa esigenza è nato il Just in Time, che si è poi diffuso in tutto il mondo come una delle metodologie lean più usate. In italiano vuol dire giusto in tempo e oggi molte aziende nostrane e all’estero lo utilizzano perché hanno capito che porta grandi benefici

Qualcuno tra i tuoi concorrenti lo avrà di sicuro inserito in reparto.

È un metodo che ti fa fare le cose per tempo, con il necessario anticipo, al momento giusto, quando ti serve davvero e ti permette di coordinare 3 cose:

  • l’acquisto dei materiali e l’ingresso sulla linea produttiva;
  • la loro disponibilità per essere lavorati subito dagli addetti;
  • e la spedizione ai clienti.


In più ti dà 2 vantaggi:

1) un flusso di materiali più sicuro, puntuale e rapido;
2) un sistema di produzione con i pezzi che servono e al minor costo possibile.

Imparare a usare bene il tempo ti fa accorciare la durata del processo di produzione, riduce i costi e rende la tua industria vincente.

Ti stuzzica l’idea?
Lo credo bene!

E non è finita qui… 


A cosa serve il Just in Time

Il Just in Time ti permette di:

  • alleggerire al massimo le scorte di materie prime, semilavorati e prodotti finiti;
  • ridurre i tempi di approvvigionamento, produzione e spedizione;
  • diminuire i costi di immagazzinaggio e di carico/scarico materiali;
  • aumentare in automatico la velocità della produzione e ridurre le code dei materiali che si formano presso le postazioni di lavoro.


Questi risultati sono possibili, se inizi a guardare alle scorte come a degli sprechi.


Secondo il Just in Time, ogni scorta è uno spreco


Alla base di questo modello, c’è l’idea che qualsiasi scorta sia uno spreco, un dispendio di risorse economiche e finanziarie, costi che aumentano e soldi che vanno via a fiumi.

Infatti, le scorte generano per forza dei costi – è il motivo per cui si chiamano i costi obbligati delle scorte. Ma devi averne le quantità giuste per soddisfare i clienti e tenere a bada le emorragie di denaro.

Forse l’idea che “qualsiasi scorta è uno spreco” ti sembra un’affermazione estrema e assurda, vero?

Be’, non sei il solo.

Mi capita spesso di sentirmelo dire quando, nel corso di una consulenza, propongo di passare al Just in Time. È stato così anche con la PMI che ho aiutato di recente per un problema legato alla gestione dei tempi. Insieme abbiamo ridotto i tempi di produzione di 5 giorni proprio grazie al Just in Time.

Quindi, ti capisco, però devi sapere che alla base di questo metodo, c’è un insegnamento importante: considerare le scorte come uno spreco ti aiuta a vedere ostacoli dove prima vedevi zucchero filato.

Anziché correre loro incontro, crei l’opportunità per toglierle di mezzo. Il Just In Time, infatti, ti spinge a usare la ragione.


Per prima cosa, devi distinguere tra sprechi e attività a valore aggiunto

Sappiamo entrambi che eliminare del tutto scorte e sprechi è impossibile, ma contenerli è alla portata di tutti. Andare sulla Luna no, ma un volo in aereo ce lo possiamo permettere, giusto?

È come nel calcio. Lo spreco è come una serie infinita di passaggi che ti fa perdere il pallone e ti costringe a impiegare altro tempo per recuperarlo.

Ma se i passaggi ti fanno arrivare sotto porta e creano occasioni da gol, vuol dire che stai producendo i tuoi articoli senza perdite di tempo.

Tagli, pieghi, assembli e poi spedisci. L’ideale. Quello che avevi sempre auspicato.

Ecco, queste attività, da sole, si chiamano a valore aggiunto. Sono quelle che per davvero ti consentono di costruire fisicamente i prodotti.

E gli sprechi?
Sono le attività che non creano valore aggiunto. Spesso sono necessarie, è vero, ma restano attività senza valore aggiunto.


Esempi di sprechi secondo il Just in Time

Ecco alcuni esempi di sprechi:

  • Controllare la corsa in automatico di un macchinario
    È necessario? Spesso sì. Ma produce qualcosa? No.

  • Attendere pezzi da un’altra postazione
    È necessario? Spesso sì. E ti pare che produca qualcosa? No.

  • Movimentare merci per distanze elevate
    È necessario? Dipende. In ogni caso non produce nulla, giusto?

  • Ricercare attrezzi per l’uso di macchinari
    Necessario, ma non produce.

  • Riparare guasti accidentali sui macchinari
    Attenzione, accidentali perché straordinari, non previsti. Non parliamo di manutenzione ordinaria. Questi guasti accadono? Purtroppo, sì.
    Ti fanno produrre? No, anzi!

  • Rilavorare parti non conformi perché difettose
    Necessario perché qualcosa in produzione è andato storto. Chiaramente queste rilavorazioni non fanno produrre, anzi, sono un problema e un costo. 


Ecco un’infografica che illustra le attività che hanno valore aggiunto e quelle che non ce l’hanno (e che quindi devi considerare come “sprechi”):

Infografica che riassume le attività a valore aggiunto (taglio, piegatura, saldatura, pressatura, assemblaggio) e quelle NON a valore aggiunto, cioè gli sprechi (controlli, attese, movimentazioni e trasporti, riparazioni, rilavorazioni). Eliminare tutti gli sprechi è impossibile, ma contenerli è alla portata di chiunque.


Pensare agli sprechi in quest’ottica ti fa aprire gli occhi su tante cose che non vanno. Ti invita ad agire, a fare qualcosa per migliorare una situazione al collasso. L’alternativa che hai è vivere in un eterno presente fatto di tempi supplementari e lotterie dei rigori.

Dopo un po’ ti stanchi, perdi le partite e anche l’entusiasmo per il lavoro…


I 4 pilastri del Just In Time

Fino a qui tutto chiaro? Ora che sai cos’è il Just in Time e a cosa serve, vediamo quali sono i pilastri su cui si basa. Si chiamano così perché senza tutti e 4 il metodo non dà i frutti sperati.


1 – Risparmia tempo per fabbricare di più e controllare

Distribuire con cura il carico di lavoro ai reparti ti fa risparmiare tempo, riducendo scarti e rilavorazioni. Affida ai tuoi operai le attività di controllo sulle specifiche di produzione. Avrai una maggiore compattezza di squadra e tutti si sentiranno più responsabili.

Risparmiare anche solo un’ora al giorno su una linea, vuol dire produrre di più con gli stessi costi e mettere nella tua “banca del tempo” un’ora che evita gli straordinari. Grazie alla riduzione dei tempi di attrezzaggio dei macchinari (i cosiddetti set-up), diminuisci anche i tempi per far partire l’impianto.


2 – Forma gli operatori di produzione a svolgere operazioni multiple

Addestrare i lavoratori a operare su altre fasi del sistema è come avere in squadra tanti giocatori che possono ricoprire ruoli diversi. Se uno si fa male, è fuori forma o in ritardo, ne prendi un altro in grado di svolgere bene lo stesso lavoro. L’azienda diventa flessibile, sia di fronte alle assenze degli operai che a un aumento della domanda.


3 – Inizia a lavorare con lotti più piccoli

Mi riferisco a lotti di ogni genere: materie prime, semilavorati e prodotti finiti. Abbassare i lotti ti farà migliorare il flusso dei materiali dal magazzino alle linee di produzione. In questo modo, i lavoratori smaltiranno velocemente la merce perché i lotti ricevuti sono piccoli. E si ridurrà l’accumulo di materiali tra una fase di produzione e l’altra. Quali quantità prevedere? Puoi definirle calcolando il lotto economico di acquisto.


4 – Aumenta la forza nel rapporto coi fornitori e i clienti

Il tempo guadagnato si trova all’interno del tuo stabilimento ma anche nei collegamenti esterni con fornitori e clienti. Nell’approvvigionamento Just In Time i beni vengono acquistati e inseriti subito nel processo produttivo senza sostare nei magazzini. Capisci bene che operando in questo modo, attività quali la selezione dei fornitori e la grandezza dei lotti diventano determinanti.

Nella spedizione Giusto in tempo, la rapidità di consegna ai clienti migliora il servizio. La puntualità nelle consegne è un banco di prova importante per i clienti, un vero e proprio valore aggiunto. È una di quelle caratteristiche che ti porta a spendere di più.

Per facilitarti le cose e aiutarti a impiegare i pilastri del Just In Time, ho creato per te un’infografica:


Se sei arrivato fino a qui nella lettura, significa che sei pronto al cambiamento. Gli ultimi anni di mercato hanno dimostrato che non c’è nulla di definitivo. Nessun prodotto lo è, nessun lavoro, nessuna azienda. Nemmeno la tua.

Non esiste un momento di agio. Là fuori c’è un mondo frenetico in cui i concorrenti ti sfidano quotidianamente. Un mondo in cui o sei in gara o sei fuori. La tua capacità di trasmettere nuove idee determina il successo dell’azienda e del gruppo di persone che ne fa parte. Orbene, la squadra si è data da fare, si è allenata e ha seguito le indicazioni tattiche.

Adesso sta per passarti il pallone: è il momento di spingerlo in rete.

Posso accompagnarti fino alla porta, applicando insieme a te il Just in Time.
Sei pronto per fare gol?

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Sono Gianni Alderighi, il consulente che parla la tua lingua. La mia specialità è risolvere i problemi delle imprese di produzione industriale come la tua. Ti aiuto a ridurre gli sprechi, a migliorare le prestazioni e a guadagnare di più.

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